BLOG di Davide Nonino,
digital strategist, scrittore e papà in arrivo.


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27/10/2010

Le mamme online e la fiera del luogo comune

Da sempre la pubblicità ci stimola per luoghi comuni e soci… per carità nulla da dire… ma cosa succede se si applica la logica dei luoghi comuni ai social media ovvero a quelli che agenzie ed aziende prezzolate chiamano i “nuovi media di oggi?”.

Vediamo che succede, senza giudicare ma guardando ai risultati, tanto quelli interessano alle suddette aziende, al mio capo e in generale a chi non ragiona col cuore.

Stamattina su Twitter mi followa tale Valentina, Superdonnaimperfetta, questa la sua bio

Curioso di vedere qual è il modello di business dietro questa ennessima simil mamma blogger che si presenta con un cartoon professionale (primo indizio strano), spulcio fra i suoi tweet (non essendoci sulla sua bio un link a un sito etc. secondo indizio strano), e trovo i link al suo Facebook dove mi aspetta una bella applicazione personalizzata (terzo indizio strano visto quanto costa un’app personalizzata addirittura con grafica spettacolare)

Allora da lì arrivo sul sito dedicato a La casa di V@lentina e scopro che si tratta di una pianificazione a tavolino pensata da un’agenzia e da una multinazionale che ha messo a disposizione i suoi brand (Omino Bianco, WC net, SMAC, Vetril, Merito e Argentil) per dare vita a un mommy blog.

Insomma il principio è sempre quello… vanno di moda i blog delle mamme? Allora ne creo uno, racconto la vita (stra)ordinaria di una mamma di oggi e in mezzo al sito ci piazzo i miei bei consigli pubblicitari. Il risultato?

La spersonalizzazione da luogo comune di Valentina è spiazzante… questa donna esisterà?

Nell’era di Facebook, del reality e del personal brand dove conta il nome e cognome qui c’è “solo” Valentina, non c’è una foto, tutti i riferimenti a persone etc. sono citati con gli ormai classici nomignoli frutto delle geniali idee delle prime mamme blogger con le idee.

Il suo cosa mi piace è da manuale, da chick lit e da già letto (ma bisogna far leva sul luogo comune che non è una critica per carità)

E’ probabile da come scrive che veramente dietro Valentina ci sia una persona e lungi da me esprimere un giudizio su di lei (che peraltro ha una scrittura sciolta etc.) ma un’operazione del genere che risultati da?

Sul suo blog ad ottobre sui 16 post pubblicati ad oggi sono stati postati 10 commenti di utenti (quando un mommy blog viaggio almeno sulla ventina), su Facebook ci sono 2500 fan e su Twitter 17 follower (l’attività guardando i post del blog sembra essere iniziata a luglio)… se pensiamo che ogni brand ha sulla sua home page in testata una barra che invita a scoprire La casa di V@lentina

e a seguirla sui social network dedicati… beh o questi brand non sono popolari online oppure evidentemente non scatta la molla dell’ingaggio…

Chissà cosa sarebbe successo se questa Valentina avesse avuto un nome e cognome, se il suo blog (non ottimizzato con i plugin sociali etc come farebbe una brava mamma blogger) fosse stato graficamente meno accattivante ma fatto a mano, se i commenti si fossero potuti inserire senza dover dare mille dati e partecipare alla solita operazione di database marketing aziendale, se magari Valentina fosse un po’ tutte e quindi un personaggio che raccoglieva magari le varie esperienze dei consumatori sui prodotti senza dire dall’alto a cosa servono e dove danno il meglio… chissà… magari con meno soldi si poteva fare di più e raccontare le donne VERE anche se non hanno sempre il lavoro, i soliti due figli, il marito non presente, le mille attività da seguire etc… 

ps: ah non capisco perché per segnalare il blog sul sito si usi il simbolo della piattaforma Blogger di Google… di certo non è facendo pubblicità a una piattaforma che si indica lo strumento… mah… misteri di quelli che usano i “nuovi media di oggi” per vendere ;)