La rivista di cucina che non c’era
Di cucina in giro e in TV non se ne può più… da Cotto e mangiato a Crudo e mangiato, che casualmente hanno pubblicato sull’onda e che ri-casualmente viene ficcato nello stesso scaffale proprio lì accanto… insomma la sovra-esposizione da cibo e ricette ti fa svenire la voglia di cucinare.
Se poi siete come il sottoscritto, un novello sposo dal mestolo facile amante dello spignattamento, beh, allora vi scontrate con un’offerta di ricette astruse e complicatissime che non spiegano come fare le cose base e soprattutto ti fanno cercare ingredienti tipo il coriandolo rosso del Madagascar, la fettina mulatta delle Ande e la ciocciolata rispettosa della Mongolia orientale (spero di non aver azzeccato nulla di vero ;)). E non approfondisco il tema vino che staremmo qua almeno 50 righe e 1000 etichette tutte dai colori e dai sapori reminescenti…
C’era insomma altro da dire nel pasticcio della cucina? Per fortuna sì, e fan piffero chi dice che già tutto è stato inventato. I sogni quelli sono sempre nuovi e diversi e a volte, come in questo caso, si possono condividere.
Il progetto/rivista si chiama G2kitchen ed è una rivista di cucina nata spontaneamente sul web da un’allegra comitiva di foodblogger, food stylist e food photographer tutta al femminile. Da una chat online tra Giulia e Genny (ecco le G2) e dal loro amore per il cibo (ecco il (love*food)2 del pay off matemativo) nasce quindi la voglia di mettersi in gioco, di mostrare e dimostrare chi c’è dietro un blog di cucina, di lavorare insieme attorno a uno stesso tema (quello che a lavoro e nella scuola cercano di farti disamparare… chissà perché…) e di declinarlo tra i sapori, i profumi e la vita di tante case VERE sparse per il mondo.
Al risultato si arriva cliccando sulla copertina qui sotto (è il primo numero ufficiale uscito ieri dopo un numero zero di test) e nella blogosfera ha fatto un sano casino alzando tanti O di sorpresa e applausi. Il perché lo si capisce sfogliandolo. Anche se nessuna lo fa per mestiere, dentro c’è professionalità, passione, stile, semplicità e genuinità… e ricette che potete fare tutti (anche con i bimbi) in questa stagione… cose che nei magazine e nelle riviste prezzolate di oggi dove ogni articolo è figlio del marketing e del calcolo finanziario (credetemi, lavoro in un’agenzia pubblicitaria…) non si trovano…
Leggendo i commenti tra i vari foodblog ho trovato una sola linea comune… “mettete un sistema di micro-pagamenti perché per questa rivista di cucina io pagherei perché è un piacere da sfogliare, da leggere, da provare e perché si vede il lavoro che c’è dietro…” ecco, ora spiegatelo ad un editore tradizionale che c’è gente che pagherebbe per una cosa gratis ;)
Dove andrà questo progetto? Non c’è nulla di male a dire che le ragazze vorrebbero fare delle loro passioni un lavoro, anzi… per una volta i sogni si realizzano e, se fanno sognare anche gli altri, possono diventare realtà. Brave!





