La sartoria delle dissociate
Di norma le mie microinterviste riguardano il mondo delle illustrazioni, ma qualche volta mi lascio contaminare dalla creatività in genere e così la norma va a farsi friggere (cosa buona da ripetersi) e percorro altre strade.
Sfogliando Cosmopolitan di Aprile (per lavoro, ma devo confessare che moda e gossip non mi dispiacciono nella giusta dose) ho incontrato Sartoria Vico e l’idea giovane diversa da tutte quelle false griffe giovanilistiche mi è piaciuta così tanto che ho provato a scrivere e così da una mail è nata questa chiaccherata con le 4 ragazze Dissociate (così si chiama la loro liason professionale) che portano avanti questo progetto.

domandaDISSOCIATA
Tutte le belle storie hanno il loro C’era una volta. Come avete fatto a riconoscervi tutte così Dissociate e a creare questo progetto?
C’era una volta una marea di studentelli politecnici, e in mezzo a questi c’erano 4 dissociate che si sono riconosciute quasi subito! Si sono auto-verificate in un paio d’anni (si parla del 1998!!) e infine si sono associate ufficialmente nel 2004. Il progetto è venuto da sè: formazione da designer e passione personale per il guardaroba fai-da-te. Il consenso subito ottenuto tra amici e conoscenti (quello dei genitori è arrivato un po’ dopo..) ha fatto il resto.
domandaPROGETTUALE
Sul vostro sito scrivete che Dissociate fa del progettare la sua forza portando questo approccio oltre l’ambito del design per approdare ad altre discipline. Un esempio?
Per intenderci, quando parliamo di progettare, noi ci riferiamo a una serie di operazioni che vanno dall’analisi del problema all’individuazione della soluzione, per citare qualcuno che l’ha spiegato prima di noi e molto meglio: Bruno Munari e la sua ricetta. Noi seguiamo questo percorso per disegnare i nostri abiti-oggetti-accessori che nascono proprio dall’analisi della funzione d’uso. Anche il nome dei capi è sempre semplice e legato alla funzione di base (sciarpone, maglione-manicotto, scaldavita, giro…)
domandaMODA
La vostra sfida più grande che mi ha incuriosito su Cosmopolitan è Sartoria Vico, linea di abbigliamento ed accessori. Ce la raccontate attraverso le vostre foto di backstage su FlickR?
Sartoria Vico gioca su due fronti: cerca i pezzi mancanti nel guardaroba e trova una soluzione, oppure gioca con indumenti presi in prestito dalla tradizione attualizzandoli. La collezione invernale perlopiù nasce dall’esigenza di parare gli spifferi. Per la collezione estiva abbiamo giocato a stravolgere la T-shirt e a trasformarla aggiungendo elementi presi da camicie, smoking, abiti da lavoro. Ci sono anche pezzi unici ed edizioni limitate ma restano legate alle sperimentazioni dei primi tempi.
domandaCIFACCIAMOIFATTIVOSTRI
Suona la sveglia e inizia una giornata Dissociata… cosa succede?
Si spegne la sveglia e si dorme altri 5 minuti. Si arranca fino al momento del caffè e poi si parte verso lo studio. A quel punto è delirio, sempre e comunque. Anche se avere ruoli diversi e referenze ben distinte aiuta, c’è sempre una parte comune dedicata alla creatività o a decisioni importanti, potete solo immaginare come possano arrivare a un accordo quattro dissociate. In ogni caso ogni giornata vede sempre presenti due dissociate su quattro tranne una volta a settimana, momento in cui ci si fa il report della settimana passata e il piano di quella a venire. La pausa in giardino con altalena è l’unica certezza di qualsiasi giornata.
E se volete giocare con le dissociate della Sartoria Vico e con i loro capi sul loro sito c’è anche un piccolo giochino on-line dove si possono vestire le 4 dissociate. Per provare ecco il link.

Per sfogliare la collezione PE2009 ecco il sito web della Sartoria Vico
ps: e grazie a questa chiaccherata ho ottenuto un invito per un salto sull’altalena ufficiale della sartoria quando passo per Milano… non mancherò!




