Storytelling by pushing
Caspita che titolo mi è venuto… vediamo allora di spiegarlo in una domanda: si può pensare di creare un’operazione di storytelling sociale in rete attorno a dei valori aziendali spingendo la gente a partecipare? Ovvero detta barbara… si può portare la gente a dire la sua per far parlare di sé e magari dei propri prodotti?
Ci sta provando la Muller (lo Yogurt del fare l’amore) con D, la Repubblica delle donne (che ora si chiama D e basta), due “cose” che gusto con piacere nella vita di ogni giorno e che si sono messe assieme in rete con l’obiettivo di raccontare il lato vellutato della vita lanciando spunti perché siano gli utenti a condividere storie ed esperienze da aggregarsi in un e-magazine.
L’idea, che ricalca la crescente e intrigante tendenza di andare in rete con un’operazione di storytelling (nonché la tendenza di appoggiarsi a community già avviate di portali vari “comprandosele”), è interessante, si sposa bene con la filosofia Muller… ma come viene messa in opera?
Una landing su Facebook sulla pagina Muller Italia dove non c’è un link al blog di D nonostante la call to action e neppure un commento nonostante i passa 40.000 fan.

Sul blog di D Il lato vellutato (l’operazione è partita da alcuni giorni) gli spunti di vita vellutata vengono proposti come post. L’ultimo sul cinema non può essere commentato sul blog stesso e con banner a lato e a piede pagina si invita gli utenti ad andare su Facebook sulla stessa landing che ho riportato qui sopra e dove c’è non si ritrovano i singoli spunti ma solo una bacheca commenti…

A lato inoltre correda il tutto un bell’invito a Perché devi commentare questo blog? (io eliminerei la parola devi da qualsiasi operazione social che è giustamente in mano agli utenti a meno di non avere alla base un testo ironico) che recita così

Il bello è che cliccando Scopri come si finisce sulla landing Muller su Facebook sbagliata (o forse no ;)) ovvero quella che fa scoprire i prodotti Crema di Yogurt con frutti in pezzi.
Insomma se son riuscito a essere chiaro a spiegare sto giro… un bel circolo vizioso in cui l’utente viene sbatacchiato di qua e di là nella speranza che condivida e passiparola perché beh… è lui che DEVE commentare!
Funzionerà questa operazione? Come sarà l’e-magazine esclusivo (forse un’anteprima sarebbe stata interessante)? Gli utenti parteciperanno per il gusto di farlo? Oppure vale il commento di Irene al lancio dell’iniziativa su Facebook che ha raccolto decine di like ma guarda caso nessun commento (d’altronde non c’era il link al blog…).

Lungi da me ovviamente criticare Muller che stimo per la cremosità assoluta e D per la piacevole lettura del sabato… ma non si poteva forse pensare un pelino di più alle persone e un po’ meno a far qualcosa per farlo o chissà cos’altro? Può bastare un pushing con un portale femminile frequentatissimo (e passa 40.000 fan o presunti tali) per generare una conversazione “spontanea” senza niente in palio?
ps: all’operazione Muller ci sono arrivato da un annuncio su Facebook che mi invitava a scoprire la nuova pagina pubblica di Muller appena creata (da fan dello yogurt nella vita ci vado ma scopro che la pagina esiste da molti mesi… perché non essere trasparenti o lasciar lì un annuncio vetusto quando c’è da vellutare idee?)





