Mobili in resina per l’esterno: come (non) sceglierli
Io le piccole e medie aziende italiche le capisco sempre meno. Il web gli potrebbe dare una mano a costo zero e loro chissenefrega… mah, l’ennesima storia che mi è capitata è questa.
Stavamo cercando dei mobili in resina per l’esterno da mettere nella terrazza della nostra futura casa (oggi - 7 giorni al matrimonio e tutto va bene). Per l’esterno infatti il legno non resiste, il metallo potrebbe arrugginirsi, resta la resina che come plastica sopporta le condizioni atmosferiche. Esteticamente la resina non permette di fare granché (vedasi i bagni chimici del caso ;)) così abbiam girato un sacco cercando un modello che avesse un minimo di gusto estetico.
Sono così arrivato a segnarmi un paio di marche e a controllare sul sito il loro catalogo. I migliori erano senz’altro quelli di Garofalo ma qui inizia il percorso a ostacoli.

Dal sito pare ci sia uno shop ma loro come shop intendono le schede prodotto… vai tu a capire l’interpretazione dell’inglese. Allora mi fiondo sui cataloghi che sono visualizzati con il tipico sfogliatino… ma con un’applicazione assurda (perché non usare Issuu, Slideshare, Scribd…) che non permette di zoomare per leggere e di scaricare il file e che in mezzo presenta pagine che non si aprono.

Decido di scrivere all’azienda e piazzo un ps tattico per dare una mano alla causa siccome i prodotti mi piacciono

Risposta: “ci dica di dov’è e che modelli precisi le interessano e vediamo dove farglieli arrivare siccome non vendiamo on line”.
Vabbè, liberissimi di non considerarmi per il consiglio. Rispondo di dove sono e cosa mi piacerebbe. Passano 5 giorni e niente. Li chiamo al telefono e gli chiedo se hanno ricevuto la mail. “Può essere ma mi rispieghi tutto…”. Vabbè, liberissimi di dimenticarsi di me. Rispondo per filo e per segno e mi dicono di andare a Pordenone che c’è il punto vendita più vicino e che modelli posso trovare lì (figurati avere quello che desideri…). Poi ricordo loro che son di Udine e che ho visto i loro prodotti all’Obi ed ecco che si ricordano di avere anche quel distributore (“ops, il gestionale non me l’ha detto”) ma di non ricordarsi che prodotti ci sono lì. Alla fine si arrangiano con un “chiami un punto vendita al telefono e si faccia dire cosa c’è”.
E qui finisce la storia d’amore con i miei mobili in resina per l’esterno preferiti. Vado all’Obi e prendo un altro modello appena arrivato e in volantino sconti.

Ora sarà l’unico acquirente fesso digitale d’Italia che dà un occhio su internet mentre compra? Mah… io queste aziende non le capisco. Voglia di vendere zero. Attenzione alla persona zero. Voglia di crescere meno di zero. Ma senz’altro l’imprenditore avrà il suo bel macchinone nel suo bel parcheggio privato… contenti loro…




